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La Banca Federico Del Vecchio nasce l'anno 1889, nella forma più antica e più semplice della banca individuale. Proprietario ne è il fondatore che le dà il nome, amministratore un suo procuratore generale ad negotia. Oggetto principale dell'attività è la negoziazione di titoli privati e pubblici. La Banca Del Vecchio non è allora, a Firenze, l'unico caso di banca individuale, figura del resto non eccezionale nel vario sistema bancario dell'Italia unita. II riassetto strutturale che la Banca subisce nel 1906 mediante l'associazione in partecipazione di due soci non ne muta la natura, anzi, oltre a rispondere ad un aumento del volume degli affari, rafforza economicamente la titolarità individuale. Tale struttura si mantiene fino al 1917, quando all'associazione in partecipazione si sostituisce una società in nome collettivo, che conserva la firma sociale "Federico Del Vecchio". |
Passata indenne nella stretta della prima guerra mondiale, la Banca si destreggia accortamente nelle vicende spesso arbitrarie di un'economia politicamente pilotata. Superata anche la tempesta della seconda guerra mondiale e sviluppandosi ulteriormente il volume degli affari, nel 1952 la Banca adegua il capitale sociale al nuovo valore della moneta e nel 1973 si trasforma, col consenso della Banca d'Italia, in società per azioni; contemporaneamente aggiorna il vecchio statuto sociale alla nuova struttura e al funzionamento dei suoi organi, e si abilita a tutte le forme di risparmio e di credito, mobiliare e immobiliare, consentite dalle norme in vigore. La dilatazione del capitale, dell'attività, del personale e della sede, e lo spersonalizzarsi e oggettivarsi delle funzioni direttive e amministrative, necessariamente portati dall'approdo alla massima struttura dell'impresa commerciale, non hanno mutato il tono dei rapporti con la clientela, che è rimasto qual era stato sempre: affabile, cordiale, domestico. |
La consulenza che la banca presta ai clienti si ispira ad una schietta saggezza, immune sia da tentazioni speculative che da previsioni incaute, conservando, all' istituzione quella fisionomia sobria e seria che le ha valso una fiducia ormai più che secolare. L'essenza della nostra Banca, che può essere definito anche il nostro esame di coscienza, si sintetizza in queste parole che fanno parte della nostra tradizione : |
"Oltre cento anni di lavoro in silenzio. La continuità di una gestione condotta con l'orgoglio della serietà. Le doti particolari di sobrietà, di segretezza, di realismo dei Fiorentini rispecchiate nella conduzione della azienda. Un solo intento: alimentare costantemente la fiducia costruita nel tempo. Questa è la Banca Del Vecchio" |